Username: Password:
COSTRUIAMO il SITO!!
FORUM su FACEBOOK
GLI AMICI di SEMINIAMOLI.IT
GLOSSARIO
NUOVI ARTICOLI
SEMINE di AROMATICHE
SEMINE di MIRACOLOSE
SEMINE in PILLOLE
UNA MISSIONE VERDE
 

Albero dei Sigari, Catalpa Bignonioides

Sigari appesi alla Catalpa

Fiori di Catalpa
CATALPA

Catalpa Bignonioides

Quando tempo fa ho avuto l'idea di aprire la sezione dedicata alle piante rustiche e veloci, ho subito pensato alla mitica Catalpa Bignonioides, una pianta bellissima e soprattutto semplice da seminare e coltivare. Anni fa, passando con lo scooter vicino ad una palazzina con un piccolo giardinetto avevo notato un albero molto attraente, con una fioritura splendida e profumata, con foglie grandi di un bel verde. Ogni volta, passando e ripassando di lì mi soffermavo ad osservarlo, assaporandone tutte le trasformazioni legate alla stagionalità. Nel periodo invernale rimanevano attaccati ai rami dei baccelli lunghi e curiosi. Un giorno ne staccai un gruppetto e da lì iniziai a considerare la Catalpa come una pianta da vero seminatore. La pianta si sviluppa con rapidità divenendo presto un albero. Non è un sempreverde e perde le foglie in autunno, dando un gran da fare a chi lo coltiva, dovendo poi ripulire il terreno. La sua terra d'origine è l'America settentrionale, ma oggi si trova comunemente in molte altre parti del mondo, soprattutto nel continente europeo. Il suo fusto è abbastanza corto e sviluppa diverse ramificazioni; la chioma è solitamente ampia e tondeggiante. La corteccia risulta scura, dai toni verdastri o bruni, piuttosto rugosa. La vita media della Catalpa si colloca intorno agli 80-90 anni, anche se in determinate condizioni favorevoli alcuni esemplari pare abbiano superato abbondantemente il secolo di vita. Esemplari piuttosto anziani possono raggiungere  e superare i dieci metri di altezza. Le foglie sono grandi, di circa 25 centimetri di diametro, colorate di verde chiaro sulla parte superiore, ancor più chiare in quella inferiore, a forma di cuore, con un picciolo abbastanza lungo. Verso la fine della primavera la pianta produce delle pannocchie costituite da numerosi fiori bianchi macchiati di arancione, molto profumati, a forma di campana; sul finire del periodo estivo la fioritura si trasforma in innumerevoli e lunghi baccelli, portatori di numerosi semi, i quali stazionano sulla pianta per tutta la stagione autunnale e a volte anche in  inverno.

   

Coltivazione. La Catalpa predilige posizioni  in pieno sole, ma si adatta bene anche in  mezzombra, è una pianta rustica che ben tollera climi rigidi e ventosi. Non esige annaffiature abbondanti, anzi riesce a superare ottimamente anche brevi periodi di siccità.  Tra un'annaffiatura e l'altra conviene sempre attendere che il terreno si asciughi. Spesso la Catalpa riesce ad accontentarsi solo delle piogge saltuarie. Qualora i periodi siccitosi invece dovessero essere prolungati sarà opportuno irrigare la pianta, soprattutto in primavera ed in estate. Quando si mettono a dimora giovani alberelli è necessario disporre sul fondo della buca un po' di materiale drenante tipo lapillo o argilla espansa.  Il terreno ideale deve essere ricco, fertile ma soprattutto ben drenato. Alla ripresa vegetativa è necessario nutrire la pianta con del concime organico ben maturo, ottimo anche il concime granulare a lenta cessione. Quando la pianta diventerà matura svilupperà un apparato radicale piuttosto profondo riuscendo a scovare tutti i nutrienti necessari ad un rigoglioso sviluppo.  Nel periodo invernale conviene sospendere qualsiasi concimazione. Capita sempre più spesso infatti che alcune piante, e non solo la nostra Catalpa, siano ingannate dalle temperature piacevoli che alcune giornate pienamente invernali riescono oramai a regalare con una certa frequenza. Se al clima già abbondantemente stravolto aggiungiamo anche del concime rischieremmo di velocizzare l'apertura dei nuovi germogli, esponendo la pianta stessa al rischio di gelate improvvise. Meglio allora creare tutte le condizioni possibili perché la pianta rimanga dormiente per tutto il periodo invernale, tornando a concimarla corposamente al risveglio vegetativo. Il terreno ideale per la Catalpa può variare a seconda della zona climatica in cui la seminerete e successivamente coltiverete. Nelle regioni costiere o nelle pianure o colline non lontane dalla vista del mare, dove il clima offre inverni miti e piovosi ed estati calde e asciutte, la composizione ideale del terreno potrebbe essere la seguente:  18/19% torba,  27% sabbia, 18/19% terriccio, 27% pomice, 9% sostanza organica. Se il clima assomiglia più a quello continentale con inverni rigidi ed estati torride conviene aumentare un po' la torba, la sostanza organica ed il terriccio a discapito della sabbia e della pomice. Ovviamente queste sono inezie, ma sono sicuro che chi tra voi è arrivato a leggere fin qui si trova come me in una sorta di tantra psico-seminatorio dai risvolti quasi schizofrenici. Seminate stasera un paio di lenticchie in un batuffolo di ovatta e già dovreste sentirvi meglio!! Si può comunque affermare che la Catalpa ha una grande capacità di adattamento, non è quindi di vitale importanza riuscire ad offrirle l'optimum in termini di composizione del terreno, l'unica cosa che può essere tenuta presente è che questa splendida pianta tollera con difficoltà i terreni eccessivamente pesanti e compatti, privi cioè di buon drenaggio. Quanto a pH il terreno può essere neutro o leggermente basico, di sicuro non acido. La crescita della Catalpa è piuttosto rapida, in un triennio riuscirete già ad ammirare un bel esemplare d 2,5-3 metri di altezza. Raggiungerà i dieci metri in quindici anni. Le altezze superiori sono raggiungibili da una pianta di oltre 30 anni. Ovviamente la rapidità di crescita è abbondantemente influenzata dalla composizione più o meno ricca del suolo, dalla disponibilità idrica ed infine dall'andamento climatico. Nelle zone dove il clima invernale è piuttosto rigido si assiste ad un rallentamento vegetativo notevole. Diversa è la situazione invece per quelle zone dove il clima risulta più mite. Per darle una forma ordinata si può procedere nel corso degli anni a leggere potature, preoccupandosi sempre di somministrare un antisettico coprente per evitare che la pianta si ammali.

Moltiplicazione. La Catalpa è un piacere riprodurla per seme. Io personalmente, essendo un seminatore cronico senza possibilità di recupero, catalpizzerei il pianeta. Dopo aver staccato un paio di baccelli, apriteli ed estraetene i semi. La percentuale di germinazione è piuttosto alta per cui non temete (non dovete raccogliere una tonnellata di baccelli per assicurarvi un cucciolo di Catalpa, anche se so che lo farete…). I semi si presentano piatti, depressi, alati, pieni di ciuffi di peli biancastri sulle loro estremità. Sul metodo di semina c'è da dire davvero poco. Si effettua in primavera: potete lasciare i semi a mollo per una giornata e poi interrarli in un substrato composto come indicato nella sezione relativa alla coltivazione. Teneteli umidi ed al caldo, osserverete un'esplosione di plantule. Spesso in natura la Catalpa si propaga autonomamente per seme, a conferma della facilità nella germinazione. Attenzione invece va riposta nella prima fase di crescita delle giovani piantine, quando vento o intemperie possono danneggiarle. Non vanno inoltre esposte a luce diretta, ma tenute in ambiente luminoso. Quando si rafforzeranno si potranno esporre al sole diretto gradatamente. Dal secondo anno in poi cresceranno a vista d'occhio. Inviatemi qualche bella storia a lieto fine, ve ne sarei grato.

Avversità. E' una pianta piuttosto rustica, in passato difficilmente veniva attaccata da malattie fungine. Sempre più spesso tuttavia l'altalena impressionante delle temperature anche nel periodo invernale, unitamente all'umidità, possono favorire l'insorgere dei più diffusi patogeni fungini. Prima dell'arrivo della primavera si può allora irrorare la pianta con un po' di ramato per evitare questa evenienza. Il fungo più pericoloso per questa specie è il Vericillium, che provoca il disseccamento diffuso dei rami e nei casi più gravi può causare anche la morte della pianta. Inoltre le foglie attraggono bruchi o larve minatrici, ma i danni risultano sempre abbastanza contenuti. Quando la pianta è ancora di dimensioni accettabili è consigliabile procedere alla rimozione manuale dei bruchi verdi, il cui destino spetta a voi decidere.

(Per un supporto contro i parassiti può essere utile consultare: Lotto contro tutti i parassiti - Il Giardino dei Libri - )

Proprietà. Cercando e ricercando in rete devo ammettere che se la Catalpa è consacrata sul web per la facilità con cui può essere riprodotta da seme e coltivata, nonché per le sue note caratteristiche ornamentali, non lo è affatto per le sue proprietà. Con un po' di difficoltà sono riuscito a rintracciare qualche dato. Pare che la Catalpa abbia proprietà sedative, antisettiche ed astringenti. Il più importante principio attivo contenuto in tutta la pianta è un glucoside, la catalpina. L'estratto delle radici, della corteccia, delle foglie e dei frutti, contenendo appunto catalpina, può essere utilizzato nella cura della pertosse e dell'asma. L'infuso di Catalpa sembrerebbe essere utile anche per le congiuntiviti. La meraviglia del web mi porta infine necessariamente anche a segnalare una curiosità che forse meriterebbe di essere quantomeno approfondita: un tizio avrebbe modificato geneticamente questa pianta speciale ottenendo un ibrido contenente una sostanza in grado di tenere alla larga gli insetti molesti tra i quali le zanzare.

Buona semina di Catalpa Bignonioides a tutti i seminatori!!!


www.ilgiardinodeilibri.it