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Il Bagolaro. Celtis australis.

Foglie e frutti del Bagolaro.
BAGOLARO

Celtis australis

Tra le piante rustiche e veloci non poteva mancare il Bagolaro, per la sua grande adattabilità, la sua resistenza ad avversità di varia natura, infine per il suo buon ritmo di crescita. Appartiene alla famiglia delle Ulmaceae, è un albero piuttosto longevo, a foglia caduca, grande e robusto, cresce spontaneamente in tutta l'area del mediterraneo e nell'Asia occidentale, a maturità può raggiungere i 25/30 metri di altezza. Il tronco non cresce molto in lunghezza ma si presenta robusto e solcato, in età adulta, da profonde nervature. Il suo diametro si presenta più ampio verso la base. La corteccia dei giovani alberi appare liscia e di colore grigio chiaro, e diviene via via più scura e rugosa con il passare del tempo. I rami primari presentano dimensioni ragguardevoli, mentre quelli secondari hanno portamento pendule. La chioma del Bagolaro è fitta, espansa e tondeggiante, tale da offrire un ottimo riparo agli uccelli. La vigorosa crescita del suo apparato radicale gli è valsa l'attribuzione del nome spaccasassi, perché è in grado di penetrare e frantumare anche i massi più grossi. Il Bagolaro fiorisce tra aprile e maggio e produce dei frutticini eduli, dal sapore dolciastro, che a maturazione divengono scuri. Gli uccelli ne vanno ghiotti. Il Bagolaro viene solitamente impiegato nelle alberature stradali, nei parchi cittadini e nel rimboschimento di terreni sassosi e considerati difficili. Quale migliore specie allora per agire di rimboschimento selvaggio? Datevi da fare seminatori!! Individuate un Bagolaro, prelevatene i semi e agite all'impazzata seminandoli a tradimento per quelle lande brulle e desolate che portano i segni della distruzione umana!

Semina del Bagolaro. La moltiplicazione del Bagolaro è un'operazione piuttosto agevole, è possibile definirla, usando un linguaggio da puro seminatore, un atto dovuto. Questa pianta è riproducibile piuttosto facilmente mediante talee semilegnose, prelevate dalla pianta madre in primavera o in autunno. La tecnica è sempre la stessa, aiutati da un po' di ormone radicante e tenendo il substrato sempre umido la radicazione non dovrebbe tardare. Ma cosa c'è di più affascinante della moltiplicazione mediante seme? E allora si possono prelevare le piccole drupe presenti sugli alberi a fine estate, accertandosi che la maturazione si sia completata, se ne estrae l'unico seme presente al loro interno e si può procedere con la semina già in autunno. I semenzai vanno poi tenuti al riparo dalle intemperie e dal sole diretto, in un luogo che gli offra insomma protezione. La facoltà germinativa è piuttosto elevata e va dal 50% al 90% dei semi interrati. In primavera dovrebbero comparire le prime pianticelle che andranno poi tenute in vaso per almeno un paio di anni affinché si rafforzino; temono infatti i periodi di freddo persistente.

Coltivazione del Bagolaro.  Ama le posizioni soleggiate e la sua rusticità gli permette di tollerare egregiamente sia il freddo che il caldo. Il Bagolaro predilige terreni sassosi, con un ottimo drenaggio, poveri di nutrimenti e calcarei. Non tollera invece i suoli troppo compatti o pesanti. La composizione ideale del terreno dovrebbe essere: 25% torba, 25% terriccio, 37/38% argilla espansa, 12/13% sostanza organica. Non ha particolari esigenze, nella maggior parte dei casi l'acqua fornita dalle piogge risulta sufficiente. Nei periodi particolarmente siccitosi è comunque consigliabile annaffiare la pianta soprattutto se si tratta di un esemplare giovane. In genere comunque tollera agevolmente la siccità. Nel periodo autunnale è consigliabile interrare un po' di concime organico ben maturo ai piedi della pianta. Il Bagolaro resiste ottimamente al vento ed all'inquinamento atmosferico. E' preferibile effettuare potature regolari per mantenere la forma arrotondata della chioma e favorire uno sviluppo omogeneo della pianta.  Solitamente la crescita è veloce ma solo nei casi in cui la pianta trova le condizioni ottimali per il suo sviluppo, venendo opportunamente nutrita con concimazioni ed irrigazioni regolari. Negli altri casi la crescita è moderata, soprattutto quando il Bagolaro viene messo a dimora nei parchi cittadini o lungo le strade e la cura di ogni singolo esemplare risulta pertanto scarsa o addirittura inesistente. Quando si mette a dimora un Bagolaro bisogna riporre attenzione alle radici a forma di spirale che andrebbero eliminate. Queste infatti potrebbero svilupparsi avvolgendo la base dell'albero, determinandone sofferenza. Questa specie infine si presta per essere coltivata come bonsai.

Curiosità. Una leggenda narra che Lucifero, quando venne cacciato dal paradiso, trascinò con sé nella caduta l'albero del Bagolaro. I suoi artigli strinsero le foglie, la cui forma, con le punte ricurve, testimonierebbe ancora i segni di questo viaggio carico di odio e disobbedienza. Non so se avete notato una cosa cari seminatori: abbiamo scoperto la prima buona azione di Lucifero.

Buone semine di Bagolaro a tutti i seminatori.


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