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Psidium cattleianum, varietà rossa, anche chiamato Guava fragola

Psidium cattleianum, varietà gialla

Guava

foglie di Guava

Fiore di Guava fragola
GUAVA

Psidium guajava/Psidium cattleianum

Tra le piante tropicali che più mi soddisfano relativamente a bellezza, fruttificazione e semplicità nella coltivazione, prima fra tutte si colloca la Guava, nello specifico il genere Psidium. Quest'ultimo comprende circa un centinaio di specie diverse, tra alberi ed arbusti; quelle che ho avuto la fortuna di coltivare direttamente apprezzandone frutti e foglie (gli infusi sono fantastici…) sono lo Psidium guajava e lo Psidium cattleianum. Per comodità e semplicità chiameremo questa essenza Guava, anche perché come tutte le piante ampliamente diffuse i nomi e nomignoli non si contano. La Guava è una pianta appartenente alla famiglia delle Mirtacee, originaria dell'America Centrale e Meridionale. La sua coltivazione si è diffusa a macchia d'olio in quasi tutti i paesi tropicali e subtropicali, grazie all'enorme adattabilità ed ai suoi frutti prelibati, apprezzati non solo dall'uomo ma anche dagli animali, soprattutto uccelli, maialini selvatici e bestiame. Gli animali hanno fortemente contribuito alla diffusione di questa pianta, spesso a danno della flora indigena. La Guava viene considerata infatti in molti paesi tropicali e subtropicali come specie botanica invasiva, capace di danneggiare gli ecosistemi presenti: in Sud Africa, Tanzania, Australia, Nuova Zelanda, nel sudest degli Stati Uniti, in molte isole del Pacifico e dell'Oceano Indiano, soprattutto nelle Mauritius e nelle Hawaii. Nel bacino del Mediterraneo non ha ancora trovato amplia diffusione, nonostante vi siano condizioni climatiche assolutamente favorevoli.

Coltivazione della Guava. E' una pianta sempreverde, nei luoghi di origine le foglie rimangono sempre attaccate ai rami anche nel periodo invernale. Alle nostre latitudini invece, a seguito di periodi di freddo intenso, la pianta può spogliarsi per tornare poi a vegetare nella stagione primaverile. Il cattleianum tuttavia, se collocato in posizione protetta, si limita a perdere solo qualche foglia, mutando il colore delle foglie rimaste attaccate ai rami dal verde intenso al verde-rossiccio. Se curata a dovere con attente concimazioni e con interventi di potatura che ne addolciscano la forma ed il portamento, la Guava può diventare una pianta davvero bella anche come semplice ornamento botanico nel vostro giardino. Non è molto longeva purtroppo e può arrivare a vivere solo quindici o venti anni. A maturità può raggiungere un'altezza di 4 o 5 metri. Si presta inoltre anche ad essere coltivata in vaso, producendo ugualmente frutti. Lo sviluppo della pianta è arbustivo, il tronco si presenta snello, ricoperto da una corteccia di colore chiaro che con il passare del tempo si spella formando delle scaglie, le foglie (1)  sono di dimensioni medie, ovali, di un verde acceso, i fiori ermafroditi sono autocompatibili (…e ciò spiega in effetti la grande facilità nel produrre frutti), si sviluppano sui rami dell'anno precedente, sono bianchi, piccolini e profumatissimi. I frutti possono essere di forma e colore variabili: gialli o verdastri, lisci o rugosi, a polpa bianca, gialla, rosa o rossa. La loro maturazione avviene nel periodo che intercorre tra l'estate e l'autunno, mentre nei paesi d'origine i frutti maturano ininterrottamente da agosto fino a marzo successivo. Il sapore è ottimo, dolce o agrodolce, l'aroma è sublime. Ciascun frutto contiene numerosissimi semi, bianchi, duri e piccolini. Quando sono maturi i frutti devono essere consumati velocemente perché altrimenti deperiscono dopo un paio di giorni. Questo spiega perché un frutto così delizioso, ricco di proprietà e facile da produrre non può essere immesso con facilità sul mercato. Le produzioni presenti nei paesi d'origine in effetti vanno a soddisfare spesso solamente i consumatori locali o le aziende che acquistano i frutti per trasformarli in marmellate e succhi. L'interesse per questa pianta tuttavia è in forte ascesa nel nostro paese grazie soprattutto alla sua rusticità. Lo Psidium guajava resiste infatti a temperature fino a . Il cattleianum è addirittura più resistente al freddo e può sopportare per un breve periodo anche temperature di poco inferiori allo zero (fino a -5°!!!). Le foglie di quest'ultimo sono lisce, lucide e più piccoline, di un verde più intenso. Sono infatti ricchissime di clorofilla. I frutti sono più piccoli del guajava ma molto più numerosi. La pianta predilige i terreni sciolti e leggeri, adattandosi tuttavia anche a quelli pesanti, purché siano dotati di buon drenaggio. Tra le diverse varietà quella più tollerante al ristagno idrico, pur sempre per brevi periodi, è il cattleianum a frutto giallo. Il pH del terreno dovrebbe essere preferibilmente neutro. L'alcalinità infatti causerebbe clorosi ferrica con successivo ingiallimento del fogliame. In questo caso è consigliabile somministrare un po' di ferro liquido. L'apparato radicale non ha uno sviluppo profondo e nonostante ciò la pianta risulta abbastanza tollerante ai periodi siccitosi, specialmente la varietà rossa (Guava Fragola). L'esposizione ideale per la pianta del Guava è in pieno sole, mentre nei paesi tropicali si adatta anche a mezz'ombra. Fortunatamente non vi sono avversità degne di nota nella zona del mediterraneo, mentre nei paesi d origine la pianta soffre l'attacco di spore e parassiti, tuttavia controllabili.

La riproduzione della Guava. La riproduzione della Guava è cosa assai agevole. Ciascuna pianta può essere moltiplicata piuttosto facilmente mediante talea o margotta, ma la tecnica che offre sicuramente maggiore soddisfazione è quella della semina, soprattutto perché la crescita delle giovani piantine è quanto mai veloce. Dalla semina al frutto non occorre aspettare tanto, a volte già dopo due o tre anni si possono assaggiare i primi frutticini. Dipende ovviamente dalle condizioni nelle quali vengono tenute le piante, rispetto cioè all'esposizione, al terreno, ai nutrienti somministrati. I semi possono essere tenuti in acqua tiepida per 24 ore, per poi essere seminati. Non vanno interrati troppo. I semenzai devono poi essere tenuti umidi ed al caldo. La germinazione dovrebbe avvenire dopo la seconda settimana, ma ho sperimentato personalmente anche germinazioni molto più lunghe, evidentemente le variabili in gioco sono molteplici. Il consiglio che mi sento di darvi è di non disfarvi prematuramente di un semenzaio anche se le piantine tardano a fare capolino dalla terra. Nella prima fase di sviluppo le giovani piantine non vanno esposte alla luce diretta del sole. Quando raggiungono una lunghezza di 25/30 centimetri è preferibile spuntare il germoglio apicale per favorire il getto di nuovi rametti laterali.

Proprietà della Guava. Sono state le innumerevoli proprietà di questa meravigliosa pianta, unitamente alla facilità nella sua coltivazione, a spingermi in passato ad interrarne i semi. Mio padre anni fa aveva acquistato una pianta già formata, uno Psidium cattleianum a frutto giallo, di circa un metro e mezzo, già abbondantemente produttivo. Non conoscevo allora questa specie e non le dedicai le giuste attenzioni. Ricordo che il primo anno i frutticini che produsse finirono tutti in terra, in pasto agli uccelli. Quando negli anni successivi ne assaggiai qualcuno lo trovai squisito, allora decisi di approfondire e volli sapere tutto su questa pianta. Le proprietà benefiche risiedono non solo nei frutti, ma anche nelle foglie, nella corteccia e nelle radici. Il frutto della Guava oltre a contenere acqua, è ricco di fibra, fosforo, calcio, ferro, rame, carotene, niacina, tiamina, riboflavina, Vitamina A e soprattutto Vitamina C: in 100 g di polpa ce sono circa 80/85 mg!!(2) Il frutto inoltre è ricco di altre innumerevoli sostanze benefiche quali tannini, fenoli, flavonoidi, oli essenziali saponine varie. Insomma, senza dilungarci troppo, i frutti della Guava fanno bene alla nostra salute. Queste potenzialità sono anche state appurate scientificamente: uno studio effettuato su ratti in laboratorio e su volontari umani ha dimostrato per esempio che, oltre all'azione antiossidante, grazie alla presenza di numerose vitamine, il consumo del frutto al naturale è efficace anche contro il diabete, contribuendo a mantenere basso il livello di zucchero nel sangue. Ovviamente coloro che soffrono di ipoglicemie dovrebbero consumare i frutti con molta attenzione. L'assunzione per almeno dodici settimane del succo fresco contribuisce ad abbassare la pressione sanguigna, riduce i trigliceridi ed aumenta invece la presenza del colesterolo "buono" HDL.  Bere infine il succo della Guava è un ottimo espediente per contrastare la dissenteria nei bambini.

Molti effetti benefici derivano anche dalle foglie, ricchissime di flavonoidi, in particolare di quercitina. In molte parti del mondo il decotto di foglie di Guava è un ottimo espediente per tutta una serie di disturbi. L'estratto che si ricava dalla decozione pare inibisca l'attività di diverse specie batteriche (tra le quali lo Streptococcus mutans) e aiuterebbe pertanto l'organismo a contrastarne più agevolmente gli attacchi. Il decotto può essere assunto quindi per trattare il vomito, la dissenteria, il mal di denti, le gastroenteriti, la tosse, il mal di gola, si può utilizzare sulle ferite per evitare infezioni. Anche il decotto di foglie, assunto tre volte al giorno, è efficace come i frutti nella lotta contro il diabete, determinando un abbassamento della glicemia. In alcune popolazioni dell'Amazzonia il decotto viene utilizzato per regolarizzare il flusso mestruale, in Asia ed Africa per combattere i parassiti intestinali. Nel 2003 alcuni ricercatori brasiliani verificarono che l'estratto delle foglie della Guava aveva effetti positivi sul sistema cardiovascolare, contrastando le aritmie. In ulteriori ricerche furono inoltre accertati effetti antiossidanti sul cuore con miglioramento complessivo della funzione del miocardio. Pare inoltre che sia il succo che l'estratto di foglie di Guava riesca a sostenere l'organismo sottoposto all'attacco di tossine e radiazioni. E per finire, anche se le notizie su utilizzi ed azioni salutari della Guava sono davvero infinite, ho letto che masticare le foglie prima di bere alcool ne ridimensiona efficacemente gli effetti. Stasera mi scolo un Brunello del 1986, e poi vi dirò se è vero…



(1) Psidium guajava

(2) In 100 g di arance ci sono circa 50 mg di Vit C


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