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ARTOCARPUS

Breadfruit/Jackfruit

Al genere Artocarpus appartengono circa 60 specie diverse di alberi ed arbusti tropicali sempreverdi della famiglia delle Moracee. Tra questi qulla più nota e coltivata è senza dubbio l'Artocarpus Altilis (Breadfruit): è un albero tropicale diffuso nelle isole del Sud del Pacifico, dove il suo frutto costituisce una delle principali fonti di cibo. Il nome Artocarpus deriva dal greco artos (= pane) and karpos (=frutto) e si riferisce al sapore dei frutti dopo la cottura. La pianta del breadfruit può raggiungere al massimo dodici/quindici metri in altezza; il fusto risulta spoglio, mentre in alto la pianta sviluppa molte ramificazioni; le foglie sono grandi, lunghe e lucide, coriacee e profondamente incise; i fiori sono unisessuali e si sviluppano sulla stessa pianta su racemi separati. Durante il periodo invernale la pianta assume una colorazione verde chiara.

Coltivazione di Artocarpus. L'elemento fondamentale per la coltivazione di questa pianta è la luce, mai tuttavia quella diretta del sole. Mal sopporta temperature inferiori ai 15°. Alle nostre latitudini pertanto va riparato in serra riscaldata durante il periodo invernale e posto all'esterno solo in primavera inoltrata. Le annaffiature non devono essere abbondanti, è anzi necessario lasciare asciugare il terreno per 2 o tre giorni prima di procedere ad una nuova annaffiatura. In questo modo si riduce al minimo il pericolo di far sviluppare malattie fungine. Il terreno ideale per questa pianta, nel clima mediterraneo, è composto da un 37/38% di torba, da un 25% di terriccio, da un 25% di corteccia e da un 12/13% di sostanza organica.

Il frutto dell'Artocarpus. E' un sincarpo edule, ed ha grandi dimensioni; la scorza risulta ruvida e coriacea mentre la polpa è bianca e farinosa. Il frutto del breadfruit contiene un 20% di amido e l'1-2% di albumina, può essere cotto, fritto o arrostito al forno o seccare. E' ricco di carboidrati. I semi dei frutti maturi, simili a delle noccioline, si mangiano tostati; sono ricchi di proteine e di oli. Nella zona del Pacifico i frutti sono un alimento fondamentale per la popolazione locale.

Utilizzi dell'Artocarpus. Dalla corteccia interna si possono ricavare fibre tessili; con il legno, tenero e leggero, si possono costruire mobili e piccole imbarcazioni, mentre con la linfa si producono preparati impermeabilizzanti. Alcune specie sono apprezzate per le proprietà medicinali del lattice, che è antimicotico e astringente.

Varietà

Artocarpus altilis (Artocarpus communis)

Artocarpus integer

Artocarpus heterophyllus

Artocarpus odoratissimus

Artocarpus camansi

Artocarpus mariannensis

Artocarpus blancoi

Artocarpus chama

Artocarpus elasticus

Artocarpus gomezianus

Artocarpus hirsutus

Artocarpus hypargyreus

Artocarpus incisa

Artocarpus lacucha

Artocarpus ovatus

Artocarpus rigidus

Artocarpus tamaran

Artocarpus tonkinensis

Artocarpus venenosa

Una delle varietà più interessanti è senza dubbio l'heterophyllus, anche chiamato Jackfruit, proveniente dall'Asia e diffuso nei paesi tropicali, portato nel sedicesimo secolo in Brasile dai Portoghesi. Il suo frutto è di gran lunga quello più grande, può raggiungere addirittura un metro di lunghezza ed arrivare a pesare fino a 50 kg! Ma la particolarità che lo rende curioso è sicuramente l'odore esterno. L'odore che il frutto emana esternamente infatti è assolutamente nauseabondo, simile alla cipolla marcia. Il cattivo odore può essere attenuato con ripetuti lavaggi in acqua salata. Nell'interno invece il frutto risulta delizioso, simile all'ananas. L'albero è considerato in Thailandia un portafortuna, dal suo legname si ottiene un colorante giallo che si usa per tingere le tonache dei monaci buddisti.

Il frutto dell'heterophyllus è una buona fonte di vitamina B1, vitamina B2 e potassio. ha inoltre proprietà lassative, specialmente se ingerito in grande quantità.

100 grammi di Jackfruit fresco (98 Kcal) contengono:

  • 1,9 g di proteine;

  • 0,3 g di grassi;

  • 25 g di carboidrati;

Di interesse anche l'Artocarpus odoratissimus proveniente dal Borneo (Indonesia). Questa varietà cresce su terreni sabbiosi dalla costa fino a 1000 metri s.l.m. Può raggiungere addirittura i 25 metri di altezza, con foglie lunghe 16/28 cm e larghe 11/28 cm. La pianta è monoica. I frutti si presentano verdi esternamente, ovoidali, lunghi circa 16 centimetri e larghi 13. Possono pesare intorno a 1 kg. Questi frutti si possono consumare crudi oppure cotti. I semi devono essere sempre cucinati. La polpa dei frutti è bianca, molto dolce, aromatica, il suo sapore è delicato, simile al Durian (Durio, la frutta più maleodorante al mondo) con la sola differenza di non emanare l'odore sgradevole L'albero del pane Artocarpus odoratissimus si moltiplica con i semi. I semi freschi hanno un'alta capacità di germogliare e germogliano in una settimana. Secondo le prove fatte sull'isola del Borneo già dopo 3 settimane di conservazione i semi perdono del tutto la capacità di germogliare. Per questo i semi vanno seminati subito in un terreno sabbioso, molto permeabile. La moltiplicazione vegetativa (per talea, per innesto) non è altrettanto soddisfacente. La pianta non è resistente al gelo. La temperatura minima non dovrebbe scendere di sotto a 7 °C. Perciò si può tranquillamente coltivare in appartamento o in serra.

Un po' di storia. James Cook, il celebre esploratore, avendo notato che il frutto dell'albero del pane rappresentava l'alimento principale delle popolazioni del Pacifico meridionale, volle che il Capitano Bligh venisse inviato a Tahiti per raccogliere giovani alberi da trapiantare successivamente nelle Indie occidentali. Voleva infatti fornire nuovo cibo agli schiavi neri. Nel 1787, a Tahiti, Bligh trasportò un grande carico di piante sul Bounty ma si ritrovò alla deriva su una scialuppa, mentre le piante furono gettate in mare. Il primo tentativo quindi finì male con una rivolta, mentre il secondo, nel 1793, riuscì. Tuttavia Cook non riuscì ad imporre il frutto come alimento alternativo perché gli schiavi neri continuarono a preferire banane al frutto farinoso dell'albero del pane, comunque venisse cucinato.


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