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Albero di Tamarindo, foglie

Fiore di Tamarindo

Frutto di Tamarindo
TAMARINDO

Tamarindus Indica

Il Tamarindo appartiene alla famiglia delle Cesalpinacee, cresce lentamente e può diventare un albero imponente, alto trenta metri e largo sette. L'altezza viene tuttavia raggiunta grazie allo sviluppo dei rami perché il fusto rimane poco sviluppato. Questa specie è diffusa soprattutto nelle zone tropicali ed è originaria dell'Asia e dell'Africa, soprattutto il Sudan, successivamente trapiantata in India. E' un albero longevo e può arrivare anche ai 150 anni. Le foglie sono piccoline e tondeggianti, si chiudono durante la notte per poi riaprirsi durante il giorno, assumono comportamento caduco nelle regioni che hanno una stagione piuttosto asciutta, con siccità prolungata. L'albero rimane invece un sempreverde nelle regioni dove i periodi siccitosi sono assenti. I fiori sono riuniti in racemi, hanno colore giallognolo-verdastro con venature rossicce. Il Tamarindo produce una sorta di baccello legnoso, lungo una decina di centimetri,  che racchiude, avvolti in una polpa commestibile, dei semi duri. I semi del Tamarindo sono commestibili: il sapore della polpa è piacevolmente acidulo.

                                                               

Il Tamarindo ha diverse proprietà. Il principio attivo contenuto nei semi, noto con il nome di tamarindina, svolge un'azione antinfettiva ed antibatterica risultando efficace contro alcuni virus e batteri. Tra questi basti citare: Candida albicans, Aspergillus niger, Bacillus subtilis, Escherichia coli, Staphylococcus aureus e Pseudonas aeruginosa. Note sono anche le proprietà purgative, rinfrescanti e l'efficacia contro l'itterizia e la dissenteria. Sia la polpa, le foglie che la corteccia vengono usate in alcuni paesi per le loro proprietà mediche contro le febbri malariche. La polpa è ricca di zuccheri, ferro, potassio, calcio, vitamine ed altri acidi organici. Recentemente sono state scoperte all'interno della sua polpa alcune sostanze ad azione antiossidante come l'acido ellagico, il clorogenico, il caffeico ed alcuni diversi flavoni. Infine da segnalare anche l'attività ipoglicemizzante dell'estratto acquoso di tamarindo.

Valori nutrizionali per 100 gr di frutto di Tamarindo:

Calorie 115
Umidità 28,2-52 g
Proteine 3,10 g
Grasso 0,1 g
Fibre 5,6 g
Carboidrati 67,4 g
Zucchero invertito (70% glucosio, 30%  fruttosio) 30-41 g
Calcio 35-170 mg
Fosforo 54-110 mg
Ferro 1,3-10,9 mg
Sodio 24 mg
Potassio 375 mg
Vitamina A 15 UI
Tiamina 0,16 mg
Riboflavina 0,07 mg
Niacina 0,6-0,7 mg
Acido Ascorbico 0,7-3,0 mg
Acido tartarico 8-23,8 mg

La coltivazione del Tamarindo è molto semplice. Alle nostre latitudini l'unica minaccia è rappresentata dalle temperature che nel periodo invernale possono metterne a dura prova la sopravvivenza. Se ben riparato ed opportunamente protetto dai venti insidiosi il Tamarindo può adattarsi anche all'esterno e sopportare anche brevissime gelate. Geli prolungati invece determinerebbero la morte certa della pianta. Gli alberi adulti risultano sorprendentemente resistenti, mentre gli alberi giovani devono necessariamente avere protezione dai rigori invernali. Un albero di Tamarindo che si sia ambientato richiede davvero pochi accorgimenti. Tollera un terreno anche moderatamente salino e cresce agevolmente nelle regioni costiere; il terreno deve essre profondo e ben drenato, di consistenza argillosa ed arenosa, con ph compreso tra 6,5 e 7,5; predilige l'esposizione in pieno sole e necessita di irrigazioni regolari, pena la perdita del folto fogliame.

La sua riproduzione è assolutamente agevole, i semi infatti si reperiscono facilmente ed altrettanto facilmente germinano se tenuti al caldo nel terriccio umido. Inoltre mantengono facilmente la loro vitalità per mesi. E' preferibile prima di sotterrarli lasciarli in ammollo per un paio di giorni in un bicchiere d'acqua con un pizzico di sale. Poi si possono interrare a non più di 4 o 5 centimetri di profondità. La loro germinazione avverrà dopo circa una settimana dalla semina. La propagazione avviene pertanto principalmente da seme, anche se può essere moltiplicato abbastanza bene anche tramite talea.

Di Tamarindo ne esistono diverse tipologie:

Tamarindo dolce (Inga spp.)

Tamarindo australiano (Diploglottis australis)

Tamarindo di Manila (Pithecolobium dulce)

Tamarindo di velluto (Dialium guineense)

Tamarindo spagnolo (Vangueria madagascariensis)

Tamarindo africano del cavallo (Leucaena spp.).

E per finire: la pianta si presta meravigliosamente per creare splendidi bonsai, in questo caso va necessariamente coltivato in vaso all'interno, in un luogo abbondantemente luminoso. Buona semina e coltivazione di Tamarindo a tutti!!


www.ilgiardinodeilibri.it