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LITCHIS

Litchis chinensis

Il Litchis appartiene alla famiglia delle Sapindaceae, affonda le sue radici (in tutti i sensi…) nel sud della Cina, nelle Filippine ed in Indonesia. E' diffuso soprattutto nelle province cinesi di Kwangtung e Fukien. Alle nostre latitudini può sopravvivere solo se opportunamente riparato e comunque solo nell'areale degli agrumi. L'unica zona mediterranea in cui esistono piantagioni di un certo interesse è Israele, mentre in Italia esemplari adulti si ritrovano solamente in Sicilia.

Coltivazione. La coltivazione dell'albero di Litchis richiede ovviamente particolari attenzioni qui da noi, tenendo presente il fatto che le piante più giovani mal tollerano il freddo, soprattutto se intenso e di durata prolungata. Gli esemplari adulti sono più rustici e resistenti anche a forti gelate. Anzi la pianta di Litchis necessita di un periodo invernale con temperature prossime allo 0° per produrre un'abbondante fioritura. Il clima ideale tuttavia per la coltivazione di questo splendido miracolo vegetale è quello mite proprio della fascia subtropicale, caratterizzato da inverni freddi esenti da gelate, estati calde ed umide. Il terreno deve essere ricco, profondo e soprattutto con un ottimo drenaggio. Le irrigazioni devono essere abbondanti e regolari anche nel periodo invernale qualora questo si presenti inaspettatamente asciutto. Sarà importante comunque sempre evitare il ristagno idrico. La composizione ideale del terreno è rappresentata da circa un 18/19% di torba, 27/28% di sabbia, 18/19% di terriccio, 27/28% di pietra pomice e per finire circa un 9% di sostanza organica. La pianta comunque è in grado di adattarsi a diversi tipi di terreno: sabbioso, argilloso o calcareo, con un pH compreso tra 6 e 7. A maturità il Litchis può raggiungere un'altezza che va dagli otto metri fino ai quindici metri, a seconda delle condizioni in cui può svilupparsi. Nei paesi d'origine si trovano esemplari alti anche più di venticinque metri. Di Litchis ne esistono diverse varietà, ma forse quella che più si adatta al nostro clima è la Bengali-Mauritius. L'esposizione ottimale è ovviamente quella in pieno sole. Dobbiamo assicurarci che il vento non possa causare danni, soprattutto se stiamo coltivando piante ancora piccole. Sarà pertanto opportuno assicurarle ad un tutore. Lo sviluppo della pianta è eretto, il fusto si presenta abbastanza spoglio, mentre in alto si sviluppano molte ramificazioni, a sostenere la folta chioma, ricca di splendide foglioline pinnate, colorate di un verde intenso. Il Litchis è un sempreverde, anche se nel periodo freddo le foglie assumono una colorazione rosacea. Per una crescita più vigorosa sarà necessario nutrire la pianta con del buon concime organico, somministrato alla fine del periodo invernale, in coincidenza con la ripresa del ciclo vegetativo. Diciamo che i piccoli Litchis vanno curati come dei cuccioli, avendo nei primi 2/4 anni particolari esigenze. Quando la pianta comincia a diventare adulta e sviluppa un buon apparato radicale, la coltivazione risulterà un po' meno difficoltosa. La fioritura avviene durante la primavera, con fiorellini di colore bianco-verdastro, ai quali segue la produzione dei frutti attaccati alla pianta in grossi grappoli. La maturazione avviene a fine autunno. Sappiate che una pianta ottenuta da seme, se riuscirà a superare le innumerevoli difficoltà, fiorirà solo dopo 10 anni, mentre la produzione di frutti sarà scarsa o di qualità scadente. L'innesto è una via quasi obbligata sia per ridurre i tempi di fruttificazione, sia per aumentarne la qualità.

Avversità. Parlare di avversità per i Litchis è come fare la lista della spesa, ma qui per semplicità mi limiterò a rappresentare con poche parole unicamente le calamità per le quali non penso vi sia molta speranza. Se parliamo di giovanissime piantine basteranno i vostri sguardi amorevoli per produrre un seccume inspiegabile sulla punta delle uniche quattro foglioline presenti. Da lì in poi assisterete ad un fermo vegetativo imbarazzante, vi chiederete spesso se la pianta che avete di fronte non sia un modellino in plastica sostituitovi con l'inganno da vostra moglie. In realtà da qui in poi cominceranno le atroci sofferenze dei giovani Litchis, uno Sturm und Drang vegetal-botanico che porterà inevitabilmente allo stato estremo, il trapasso a concime organico, triste ed ultima trasformazione naturale. Vi chiederete perché, e continuerete a seminare. Attenzione a non ammalarvi come ahimè ho fatto io (vedi: LITCHIS, CHE OSSESSIONE !!). I frequenti rinvasi possono giovare alle vostre piantine, stimolando nuovi getti, ma sempre tutto con una lentezza biblica e disarmante. Il freddo, il vento, il ristagno, sono solo alcuni dei nemici di questa delicata specie, peraltro sono quelli espliciti. Innumerevoli sono invece le avversità subdole, sconosciute. Una delle ipotesi che via via si sta facendo strada tra gli accaniti Litchis-seminatori è l'impossibilità per la pianta nel dar vita alla micorriza. Si, ho scritto micorriza, cosa c'è di strano? Ah, scusate, non sapete cosa significhi. La micorriza è quella particolare relazione simbiotica che si crea tra un fungo ed una pianta, spesso localizzata sull'apparato radicale. Pare che questo tipo di scambio simbiotico interessi circa il 90% delle specie botaniche presenti nella fascia subtropicale, e quindi con molta probabilità riguarderà anche i nostri Litchis. Evidentemente nell'area dl mediterraneo non esistono quei particolari funghi adatti ad instaurare la simbiosi con la pianta, che non può pertanto trarne beneficio ed è costretta a morire. Dal rapporto di micorriza deriverebbero diversi benefici per il Litchis, primo fra tutti lo scambio nutrizionale, con l'assorbimento tramite le radici di potassio, azoto, zinco e rame, e soprattutto con l'utilizzo del carbonio organico. Al beneficio diretto derivante da un maggior nutrimento si aggiungono altri elementi positivi, quali ad esempio la capacità di sviluppare resistenza verso funghi parassiti o nematodi, la produzione di fitormoni, la capacità di abbattere tramite un processo metabolico i composti fenolici ed i metalli pesanti presenti nel suolo, lo sviluppo di una sorta di protezione contro gli stress idrici. Appare pertanto evidente che, alla luce di quanto qui riportato, l'importanza di questa mancata simbiosi pianta-fungo possa probabilmente spiegare l'eccessiva fragilità di questa meravigliosa specie quando viene coltivata in Italia. Se mentre state leggendo vi sta passando per la testa l'idea di rinunciare al progetto-albero di Litchis allora abbandonate per favore immediatamente questo sito. I veri seminatori non si arrendono mai. Andiamo avanti. Ho notato purtroppo a mie spese che un altro modo infallibile per annientare queste piante è creare le condizioni ideali per gli sbalzi di temperatura. Io personalmente ho fatto fuori una decina di piantine aprendo e chiudendo la serretta di plastica, sono morte all'improvviso per l'eccessivo caldo prodotto a fine settembre dentro l'involucro riparato ma esposto al sole in maniera ammetto maldestra. L'eccessiva umidità del pane di terra provoca marciume radicale, è preferibile pertanto intervallare le annaffiature permettendo al terreno di cedere umidità. Questo comporta l'osservazione costante dello stato della pianta e del terriccio sottostante. Per finire afidi ed acari rappresentano il livello avanzato di un videogame, infatti ci arriverete solo se la vostra pianta avrà superato i 2/3 anni di vita. In quel caso sapete come la penso. Orrendi esserini verdi che si agguerriscono contro una piantina per la quale non ho dormito giorno e notte per vederla crescere, per la quale ho sacrificato tutto pur di farle superare una fase di crescita difficilissima e delicatissima. Troppo facile annientarli con un insetticida. E la reazione delle foglie quale sarebbe rispetto alla chimica dell'antiparassitario? Non voglio nemmeno saperlo, tanto già immagino che prima degli afidi morrebbero le piantine. E allora? Scusate la mia crudeltà ma preferisco spappolarli uno ad uno, con pazienza certosina, ma certo al contempo di non nuocere alle mie preziose creazioni vegetali.

Riproduzione. Il Litchis si riproduce solitamente per talea, e tale tecnica risulta, alla luce di tutte le difficoltà che ho esposto, la via più semplice per ottenere maggior successo. Tuttavia a me non piace vincere facile e procedo sistematicamente alle semine. L'unica accortezza da avere è quella di non tenere per troppo tempo i semi inutilizzati perché la loro capacità germinativa si riduce velocemente. Potete procedere in due modi: seminare il Litchis appena avete estratto il seme dal frutto, senza aspettare, oppure potete tenere il seme in ammollo per una mezza giornata in acqua tiepida. Il seme non va interrato troppo, basta un centimetro di terriccio universale misto a sabbia, possibilmente in posizione verticale, con l'occhio rivolto verso il basso. Il letto di semina va tenuto al caldo in posizione luminosa, la germinazione non tarderà. Tutto quello che viene dopo è una sfida meravigliosamente irrinunciabile.

Il frutto. I frutti vengono abbondantemente importati sul mercato europeo nella stagione invernale dal Madagascar, SudAfrica e Thailandia. Il frutto del Litchis assomiglia ad una noce con un guscio sottile e rugoso, di colore rosa scuro. Al suo interno la polpa si presenta bianca traslucida, molto succosa, gustosissima e profumata. Dentro la polpa si nasconde il mitico nocciolo, croce e delizia di tutti noi seminatori. ll frutto si conserva abbastanza bene, anche a temperatura ambiente, purchè non stia a contatto con altra frutta un po' troppo datata, e soprattutto in assenza di umidità. Contrariamente il guscio comincerà a presentare piccole zone ricoperte di muffa verdina. A casa mia per esempio quest'ultima evenienza non si è mai verificata e mai si verificherà, visto il sapore sublime di questo magico frutticino. Qualora doveste incorrere in una tale disgrazia operate quantomeno un parto cesareo d'urgenza per espellere il seme, ancora assolutamente sano. Il frutto del Litchis da il meglio di sé consumato al naturale.

Proprietà nutrizionali del Litchis. Per ogni 100 grammi di polpa il frutto contiene solo (si fa per dire…):

 

Grassi

g

0,03

Carboidrati

g

0,70

Proteine

g

0,06

Fibre

g

0,04

Zuccheri

g

0,64

Acqua

g

81.76

Ceneri

g

0,03

Calcio

mg

5,00

Sodio

mg

1,00

Fosforo

mg

31,00

Potassio

mg

171,00

Ferro

mg

0,02

Magnesio

mg

10,00

Rame

mg

0,10

Manganese

mg

0.055

Tiamina (Vit. B1)

mg

0.011

Riboflavina (Vit. B2)

mg

0.065

Niacina (Vit. B3)

mg

0,42

Folato alimentare

mcg

14,00

Folati, totali

mcg

14,00

Acido ascorbico (Vit. C)

mg

2,96

Lisina

g

0.041

Metionina

g

0.009

Triptofano

g

0.007

L'assunzione di Litchis oltre che alle papille gustative può giovare al cuore ed a tutto l'apparato circolatorio, grazie alla presenza dei sali minerali. Può prevenire inoltre l'Ateriosclerosi, purifica il sangue dal colesterolo, dilata i vasi sanguigni, aiuta le funzioni del fegato, pancreas e stomaco. Il Litchis può anche prevenire la gastrite. Aiuta inoltre a diminuire lo zucchero nel sangue e svolge un'ottima funzione antiossidante grazie alla nutrita presenza delle vitamine.


Al lavoro seminatori, l'impresa è ardua ma stimolante, e se poi doveste avere bisogno di un conforto basterà scrivermi: andrea@seminiamoli.it

Saluti a tutti i seminatori e buone semine di Litchis.