 Ecco i predestinati...  inserire il coltello nell'occhio e fare attenzione a non danneggiare l'embrione all'interno...  Polpa meravigliosa, sapore divino...slurp!!  ecco l'involucro che protegge il seme...  ...cucù!!!
SEMINARE il MANGO
La semina del mango è quanto di più semplice e redditizio un seminatore in erba possa cimentarsi a fare. E qui a seguire vi riporto il corretto modus operandi, il giusto procedimento per addivenire ad un risultato soddisfacente. Per prima cosa recarsi immediatamente presso il primo supermercato più vicino a voi, dirigersi verso il reparto frutta e scegliere il frutto più in salute. Scegliere possibilmente quello meno segnato, più colorato, più sodo. Non prendere quelli dai colori sbiaditi e troppo maturi al tatto. Ricordate che la maggior parte dei frutti tropicali hanno viaggiato in celle frigorifere prima di giungere da noi, e ciò non depone a favore di voi seminatori, per cui munitevi di santa pazienza ed in bocca al lupo. Scelto il frutto si procede alle foto di rito di tutto il procedimento, per poi inviarcele ovviamente. Si passa quindi alla sbucciatura del frutto e relativa sezionatura. Quindi siamo alla fase di assaggio, degustazione e ingoio del saporito bolo tropicale. Insomma "magnatevelo…" (ho usato la parola ingoio per dirottare navigatori d'altri lidi al nostro innocente sito…). Scorpacciata eseguita il prezioso tesoro interno apparirà come in foto. Assomiglierà ad una specie di grossa cozza albina pelosa (nessuno riuscirà a negarlo…). Ed ora cosa fare? Alcuni interrano così, riducendo la probabilità di germinazione all'1%, dilatandone comunque i tempi dal mesetto ad un'era geologica imprecisata (una volta l'ho fatto anch'io e dopo quasi 2 anni è miracolosamente nata una piantina…), altri pensano di utilizzarlo come protesi nella mutanda per aumentare le proprie dimensioni. Quelli più accorti procedono come segue. Si prende un coltello con lama robusta e rigida (attenzione a farlo con quei coltelli con lama pieghevole perché ci si può far male…) e si cerca un pertugio vicino al cosiddetto occhio. Lo si lavora un pochino, poi quando la valva sembra dilatarsi anche un millimetro si inserisce il coltello, facendo leva si aumenterà l'ampiezza dell'apertura, fino a scardinare l'astuta corazza pelosa. All'interno troveremo solo (si fa per dire…) un bel fagiolone. Ed ora? Il fagiolone è un timidone, se non gli state simpatici si imbarazza, si annerisce e addio pianta. Tenetelo in ammollo una giornata a circa 25° in una soluzione di H2O e CuSO4· H2O. Facile no? Tranquilli è solo acqua e ramato, quella polverina verde che vendono anche da ferramenta o in quei negozi di giardinaggio e orticultura. Dopo l'ammollo l'avrete reso più sicuro di sé, non dovrebbe ammuffire. Procedete successivamente ad interrarlo possibilmente con il lato stretto e lungo verso il terreno. Sotterratelo con un paio di centimetri di terriccio e tenetelo al calduccio. Non tarderà a chiamarvi papà. Quel che viene dopo è roba da seminatori in stato avanzato di impazzimento, leggetelo nella sezione dedicata al mango. MANGO
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