|
 Piantumazione del gelso, estate del 2005  Piantumazione del gelso ultimata  Gelso cresciuto  Estate 2009  Estate 2010
IL MIO GELSO NERO
E' la storia di una piantumazione...
La casa al mare, i ricordi di quando ero bambino, tutto quello che avevo vissuto in quel piccolo giardino, dove la siesta pomeridiana, all'ombra di un grande salice, tra i limoni e gli aranci, una splendida pianta di Hibiscus rosso, l'erba tagliata rudemente, diventava una sorta di rito quotidiano, una sosta dal mondo, un rifugio per l'anima. Quando ero un ragazzino quel momento diventava quasi un'esigenza, un bisogno improrogabile. Mio nonno mi accompagnava in questo rito che allora sembrava non poter finire mai, ed io gliene ero grato. All'ombra di tutta quella splendida vegetazione quasi incolta mi scatenavo con mio nonno a giocare a carte: briscola, asso piglia tutto, scopa, momenti indimenticabili. Poi si sa come vanno queste cose, il tempo passa, si diventa adulti, si comincia anche ad invecchiare un po', e capisci come anche le cose che più sembravano immutabili mutano imperterrite, si spengono, scompaiono, rimangono nei ricordi. Mio nonno se ne è andato molti anni fa, ma io non ho mai scordato quei momenti passati insieme a lui, e mai li scorderò. Insieme a lui se ne è andato anche il vecchio salice e la vecchia pianta di Hibiscus. Degli agrumi resiste ancora oggi impassibile il limone, oramai divenuto quasi monumentale. Frequento ancora d'estate la casa al mare e devo dire che negli ultimi anni guardando quello che era rimasto di quello splendido giardino, una specie di magone mi pervadeva l'anima. La necessità inoltre di ritrovare un po' d'ordine e pulizia tornando dopo un anno di assenza, e soprattuto l'impossibilità di poter provvedere prima delle vacanze, avevano spinto mio padre a pavimentare il giardino per impedire alle infestanti di far festa tutto l'anno, facendoci trovare una giungla al nostro arrivo. Questo aveva reso certamente tutto più ordinato, ma anche terribilmente grigio. Come sarebbe stata la siesta dei miei bambini senza alberi? Come avrebbero amato anche loro la stessa casa che avevo amato anch'io in passato? Senza verde la vita è grigia, nel vero senso della parola. Dovevo agire per ricordare al meglio mio nonno, per i bimbi ed il loro futuro. Serviva un albero, serviva una pianta che potesse crescere velocemente e che trovasse nell'ambiente di mare il suo habitat ideale, senza chiedere troppe cure, vista l'assenza dalla casa per un anno intero. Avevo visto che intorno al villaggio crescevano beati i gelsi, prosperando visibilmente. Scelsi di mettere a dimora proprio il gelso. Feci una fatica immane per togliere una mattonella di cemento, per non parlare poi di quanto sia stato difficile bucare il cemento con la rete elettrosaldata sotto la mattonella. Al mercato del paese vicino trovai un piccolo gelso nero e l'acquistai restituendo un po' di verde al giardino spoglio. Oggi, dopo poco più di quattro anni già ci si può godere un po' di fresco sotto le sue generose fogliolone verdi. Qualcuno mi ha detto che anche i gelsi che produce a maggio, quando la casa non è abitata, sono squisiti. Anche i miei figli avranno un albero da amare e da ricordare. Benvenuto gelso, cresci ancora e buona fortuna...
|
|